E adesso si parte
Moderatore: maxlinux2000
E adesso si parte
Questo lo schema del progetto fotovoltaico ad isola che vorrei realizzare
Lo scopo di questo nuovo impianto e' quello di eliminare o quanto meno azzerare la bolletta elettrica.
Di apparati in gioco ce ne sono tanti e tutti dovranno funzionare al meglio.
Si parte con la fornitura elettrica a trifase ma con il maggior utilizzo in casa a 220V. L'impiego del PIP4048 il modello maggiore con 3 linee MMPT per un totale di max 180A di produzione a 48V. L'accumulo in batterie da auto di varia capacita' ed efficienza. Separazione un po' anomala delle batterie con diodi, al fine di miticare le varie differenze di volt tra una stringa ed un altra. Interruttori vari di protezione. Deviatore generale manuale per isolare l'impianto ad isola in caso di emergenza (o il contrario). Impianto di casa distribuito su le tre fasi di entrata per bilanciare i carichi.
Lo scopo di questo nuovo impianto e' quello di eliminare o quanto meno azzerare la bolletta elettrica.
Di apparati in gioco ce ne sono tanti e tutti dovranno funzionare al meglio.
Si parte con la fornitura elettrica a trifase ma con il maggior utilizzo in casa a 220V. L'impiego del PIP4048 il modello maggiore con 3 linee MMPT per un totale di max 180A di produzione a 48V. L'accumulo in batterie da auto di varia capacita' ed efficienza. Separazione un po' anomala delle batterie con diodi, al fine di miticare le varie differenze di volt tra una stringa ed un altra. Interruttori vari di protezione. Deviatore generale manuale per isolare l'impianto ad isola in caso di emergenza (o il contrario). Impianto di casa distribuito su le tre fasi di entrata per bilanciare i carichi.
Re: E adesso si parte
Non intendo abbattere il tuo morale ma secondo me con il PIP e con batterie da avviamento, e per di più usando i diodi che introducono un'ulteriore seppur piccola caduta di tensione, non riuscirai a realizzare un impianto soddisfacente.
Il PIP non consente di andare oltre 58,4V di tensione e quel tipo di accumulatori ne gradirebbe oltre 60 più la caduta di tensione indotta dai diodi.
Il PIP non consente di andare oltre 58,4V di tensione e quel tipo di accumulatori ne gradirebbe oltre 60 più la caduta di tensione indotta dai diodi.
Re: E adesso si parte
Ho notato qui nei nostri negozi che le batterie auto sono salite di prezzo negli ultimi anni, per esempio due da 80Ah costano quasi come una NBA tubolare da 157Ah, poi ovvio qui i negozi locali sono diventati dei ladri se le batterie auto le prendi su ebay costano la metà, ma a questo punto mi chiedo se convenga usare batterie auto a meno che ovviamente non siano di recupero.
In effetti l'impianto che vuoi realizzare ha un grosso e potente parco fotovoltaico forse dovresti lasciar perdere le batterie da auto e prendere in considerazione qualcosa di più serio, se non gli elementi OpzS almeno un banco da muletto usato o i monoblocchi 12V a piastre tubolari.
Hai già preso tutti quei pannelli?
Altrimenti potresti considerare di prender emeno pannelli ma mettere delle batterie più serie, tanto i pannelli fai sempre in tempo ad aggiungerli, le batterie invece non puoi mischiarle, io i diodi li eviterei con inverter così grossi.
Considera che molti anni fà avevo preso 8 batterie auto nuove da 80Ah e mi erano durate solo 6 mesi con 4Kwp di pannelli solari, 2 erano andate in corto e le altre 6 erano diventate da 10Ah, proprio soldi buttati! (va beh non proprio del tutto, materie prime per le cilindriche
)
In effetti l'impianto che vuoi realizzare ha un grosso e potente parco fotovoltaico forse dovresti lasciar perdere le batterie da auto e prendere in considerazione qualcosa di più serio, se non gli elementi OpzS almeno un banco da muletto usato o i monoblocchi 12V a piastre tubolari.
Hai già preso tutti quei pannelli?
Altrimenti potresti considerare di prender emeno pannelli ma mettere delle batterie più serie, tanto i pannelli fai sempre in tempo ad aggiungerli, le batterie invece non puoi mischiarle, io i diodi li eviterei con inverter così grossi.
Considera che molti anni fà avevo preso 8 batterie auto nuove da 80Ah e mi erano durate solo 6 mesi con 4Kwp di pannelli solari, 2 erano andate in corto e le altre 6 erano diventate da 10Ah, proprio soldi buttati! (va beh non proprio del tutto, materie prime per le cilindriche

Re: E adesso si parte
Ciao Hal9000, e una po' che non ti leggevo,
le batterie sono tutte recuperate, ho un meccaniche con cui ho uno scambio diretto, prima di metterle nel cassone per il riciclo le passa a me per le prove. Sono sei mesi che le "accumulo" per occupare tutto lo spazio a disposizione in totale saranno 4 in serie e 16 in parallelo per un totale di 64. Con l'impianto precedente funzionano, ma adesso si fa un po' piu' sul serio.
I pannelli li devo ancora comprare, per ora ne ho 3 in serie per 600W ma l'idea e' di acquistarne usati, ho visto dei modelli monocristallini con misure consone per il tetto.
Per i diodi sono ancora nel dubbio se inserirli. Il mio problema, dato dalla esperienza di batterie riciclate, e' individuare in fretta la batteria in corto o senza un elemento. In parallelo secco si scarica tutto il banco e devi fare i salti mortali per sapere qual è. Sto pensando di fare un controllo su ogni stringa in ampere, in modo da visualizzare in fretta il guasto. Sto progettando di monitorare con un controllo automatico mediante Arduino e dei contattori di sgancio. Pero' non adesso, adesso ci sono altre priorita', il sole e' gia' alto e l'impianto deve partire.
Il problema della ricarica a 58,4V so che c'e' un firmware per PIP che arriva a 60V. Comunque 14,6 di ricarica sono gia' sufficienti, vorra' dire che ogni tanto, in modo separato carichero' le batterie a 15V.
Ciao Leag.
le batterie sono tutte recuperate, ho un meccaniche con cui ho uno scambio diretto, prima di metterle nel cassone per il riciclo le passa a me per le prove. Sono sei mesi che le "accumulo" per occupare tutto lo spazio a disposizione in totale saranno 4 in serie e 16 in parallelo per un totale di 64. Con l'impianto precedente funzionano, ma adesso si fa un po' piu' sul serio.
I pannelli li devo ancora comprare, per ora ne ho 3 in serie per 600W ma l'idea e' di acquistarne usati, ho visto dei modelli monocristallini con misure consone per il tetto.
Per i diodi sono ancora nel dubbio se inserirli. Il mio problema, dato dalla esperienza di batterie riciclate, e' individuare in fretta la batteria in corto o senza un elemento. In parallelo secco si scarica tutto il banco e devi fare i salti mortali per sapere qual è. Sto pensando di fare un controllo su ogni stringa in ampere, in modo da visualizzare in fretta il guasto. Sto progettando di monitorare con un controllo automatico mediante Arduino e dei contattori di sgancio. Pero' non adesso, adesso ci sono altre priorita', il sole e' gia' alto e l'impianto deve partire.
Il problema della ricarica a 58,4V so che c'e' un firmware per PIP che arriva a 60V. Comunque 14,6 di ricarica sono gia' sufficienti, vorra' dire che ogni tanto, in modo separato carichero' le batterie a 15V.
Ciao Leag.
Re: E adesso si parte
Ecco perchè non si trovano più batterie usate, siete tutti in giro a rastrerrarle per i vostri impianti offgrid!
Un metodo per individuare la batteria monella senza usare diodi potrebbe essere di misurare la corrente di ogni stringa prima del parallelo, ci sono sensori di corrente con uscita 0-5V da mettere sull'adc del micro, io qui ne uso parecchi per monitorare le varie cose, così vedi i contributi di ogni stringa sulla corrente totale che anche se diversi in base allo stato di salute dovrebbero essere tutti concordi sul segno, per esempio se a riposo 9 stringhe sono leggermente negative (erogano corrente) e una è positiva (si ricarica) significa che quella ha una cella in corto.
Però tutta questa automazione avrà un costo, sopratutto con tante stringhe di batterie, non so se ne vale la pena...
Un metodo per individuare la batteria monella senza usare diodi potrebbe essere di misurare la corrente di ogni stringa prima del parallelo, ci sono sensori di corrente con uscita 0-5V da mettere sull'adc del micro, io qui ne uso parecchi per monitorare le varie cose, così vedi i contributi di ogni stringa sulla corrente totale che anche se diversi in base allo stato di salute dovrebbero essere tutti concordi sul segno, per esempio se a riposo 9 stringhe sono leggermente negative (erogano corrente) e una è positiva (si ricarica) significa che quella ha una cella in corto.
Però tutta questa automazione avrà un costo, sopratutto con tante stringhe di batterie, non so se ne vale la pena...
Re: E adesso si parte
Ciao Leag, questo modello rinnovato del PIP Mpp Solar sembra possa supportare da datasheet fino a 66V, ma per avere la trifase tu dovresti parallelarne 3 e i costi salgono parecchio...
Re: E adesso si parte
L'inverter e' arrivato! il modello e' lo stesso che mi indica Alain, dalle impostazioni non puoi inserire una carica superiore a 58,4. il Valore di 66 e' il voltaggio massimo che puoi applicare alle batterie, magari con una sorgente esterna, ma il PIP piu' di 58.4 non carica. Per il trifase non e' un problema, penso che in futuro mettero' un inverter vettoriale da motori, che alimenta in trifase prelevando da nonofase.
Per il controllo di corrente sulle varie stringhe penso che, di sicuro, faro' come dice Hal9000, non posso fare altrimenti, il tipo di batterie mi impongono di fare questo controllo. Che cosa hai usato per far questo? Penso di usare degli Acs712 30a collegati ad un Arduino. Hai idee migliori?
Nel frattempo Sto iniziando a montare l'impianto, spero per domenica sera sia gia' operativo. L'inverter 180A e' bello peso. (Come dicono i russi "peso sinonimo qualità")
Per il controllo di corrente sulle varie stringhe penso che, di sicuro, faro' come dice Hal9000, non posso fare altrimenti, il tipo di batterie mi impongono di fare questo controllo. Che cosa hai usato per far questo? Penso di usare degli Acs712 30a collegati ad un Arduino. Hai idee migliori?
Nel frattempo Sto iniziando a montare l'impianto, spero per domenica sera sia gia' operativo. L'inverter 180A e' bello peso. (Come dicono i russi "peso sinonimo qualità")
Re: E adesso si parte
Nel frattempo ho gia' preparato la parte che si interfaccia con l'impianto di casa dove ho messo il deviatore per scambiare dall'utility a sole. In questo modo se c'e' un problema sull'isola posso sempre tornare indietro.
Re: E adesso si parte
L'Acs712 è economico ma è sensibile ai campi magnetici esterni, per esempio basta che gli avvicini un cacciavite e ti misura 30A inesistenti, ne ho provati tanti di sensori e per le basse correnti mi piace la serie LEM HLSR 10-P ma fanno anche tagli superiori come il HLSR 20-P ecc....
Puoi anche usare gli aplificatori ina, ma io preferisco quelli ad effetto hall perchè restano isolati e non creano loop di masse e non risentono di sbalzi sulla linea positiva.
Puoi anche usare gli aplificatori ina, ma io preferisco quelli ad effetto hall perchè restano isolati e non creano loop di masse e non risentono di sbalzi sulla linea positiva.
Re: E adesso si parte
Leag ha scritto:... il modello e' lo stesso che mi indica Alain, dalle impostazioni non puoi inserire una carica superiore a 58,4. il Valore di 66 e' il voltaggio massimo che puoi applicare alle batterie, magari con una sorgente esterna, ma il PIP piu' di 58.4 non carica. ...
Io credo proprio che non sia quello che ti ho linkato ...
questo ha 3 regolatori e mi sembra supporti 60V max. e non 66.
In ogni caso bell'apparecchio, impossibile trovare di meglio a meno
Re: E adesso si parte
La fase di installazione dell'inverter ed il posizionamento dei quadri elettrici.
Il quadro elettrico per le stringhe delle batterie
Re: E adesso si parte
Il dettaglio del cavo da 70 mmq per il collegamento delle batterie
La connessione alle due barre in rame poste in basso al quadro DC
Re: E adesso si parte
Finalmente le prime prove per vedere il funzionamento d'insieme
FUNZIONA!!!Re: E adesso si parte
Adesso inizia la seconda fase, ristrutturare il tetto, togliere l'amianto e sostituire con sandwich di poliuretano per poter riempire il tetto di pannelli.
Sara' una lunga estate caldaRe: E adesso si parte
Nel frattempo lavoro gia' al progetto per il controllo delle batterie. Non piu' i diodi che nel mio caso ritengo siano inutili, ma l'uso degli asc712 per il controllo della direzione e intensita' della corrente da e verso le stringhe di batterie. Questa e' l'idea della quale parlavamo con Hall9000. Attualmente sono partito con 16 stringhe da 4 batterie ma la predisposizione e' per 20 o piu', la configurazione definitiva deve ancora essere testata. Il controllo e' fatto mediante 2 Arduino mega collegati tra di loro in seriale. Il progetto e' ancora in sviluppo, con il suo funzionamento prevedo di monitorare lo stato delle stringhe di batterie. Questo parte del mio progetto e' diventata molto importante, quando si usano batterie da auto riciclate prima dello smaltimento, il controllo diventa fondamentale. Gia' dopo la prima settimana di funzionamento avevo gia' 7 batterie su 64 da sostituire. Adesso invece la situazione si e' stabilizzata ma il controllo su tutte le singole batterie lo devo fare continuamente, altrimenti rischio che una sola batteria mi faccia scaricare tutto il banco in una sola notte.
In questo momento ho messo all'inverter dei parametri molto rilassanti: in scarica non scendo mai sotto 49v purtroppom con i pochi pannelli che adesso possiedo, non le riesco a caricarle in modo soddisfacente, riesco ad andare a SOLE solo per poche ore il giorno.... quelle ore non hanno prezzo.
In questo momento ho messo all'inverter dei parametri molto rilassanti: in scarica non scendo mai sotto 49v purtroppom con i pochi pannelli che adesso possiedo, non le riesco a caricarle in modo soddisfacente, riesco ad andare a SOLE solo per poche ore il giorno.... quelle ore non hanno prezzo.
- mastrovetraio
- Messaggi: 2846
- Iscritto il: 25 nov 2012, 14:01
- Località: provincia di Ferrara
- Contatta:
Re: E adesso si parte
Se ho capito bene, il sistema con i diodi non riesce a difendere il banco dalla batteria guasta. Mentre il sistema Leag è in grado di segnalare ed isolare la batteria guasta in tempo reale. Giusto ?
Re: E adesso si parte
Esatto! Se guardi il primo progetto di impianto rappresentato nello schema elettrico, noterai che i diodi separano l'energia in entrata da quella in uscita, ma la partenza e l'arrivo e' sempre lo stesso. A differenza dello schema di Maxlinux dove i pannelli entrano da un diodo ed escono da un altro verso l'inverter, qui la produzione e l'utilizzo arriva sempre dalla setessa parte. Il risultato e' che ho un abbassamento del voltaggio in uscita ma non sufficiente per non rientrare in un altra stringa di batterie con un elemento in corto che abbassa la serie di 2Volt. Conseguenza finale: in una notte quella stringa ruba corrente all'intero banco addassando il voltaggio di 2 volt. Essendo tutte in parallelo un altro problema grosso e', che con cosi' tante batterie non so neanche qual'e'.
- mastrovetraio
- Messaggi: 2846
- Iscritto il: 25 nov 2012, 14:01
- Località: provincia di Ferrara
- Contatta:
Re: E adesso si parte
Grazie, gentilissimo. Se puoi, potresti fare uno "schema a blocchi" del sistema intelligente/attivo che stai usando in modo che lo possa capire (quasi) chiunque ? Io stesso non capisco come tu faccia a trovare LA cornutissima batteria guasta in mezzo ad altre 15.
- Ferrobattuto
- Moderatore
- Messaggi: 8503
- Iscritto il: 23 mar 2011, 13:56
- Località: Basso Lazio.
Re: E adesso si parte
Ma difatti c'è un errore di fondo...... I diodi collegati in quel modo non servono a niente......
Questo perché tu usi il PIP4048 che è un unico apparecchio con due funzioni, per cui la corrente deve sia entrare che uscire, se avessi due apparecchi separati, un regolatore e un inverter, i diodi sarebbero connessi come dice MaxLinux e farebbero benissimo la loro funzione.
È evidente che se risparmi su qualcosa (le batterie) non puoi risparmiare su qualcos'altro (regolatore e inverter separati).
Sei sicuro che con quello che hai speso per il PIP e quello che stai spendendo per tutti i marchingegni che stai mettendo sulle batterie non ti ci venivano regolatore e inverter?
Spero che tu sappia quello che fai, e ti auguro che tutto funzioni alla perfezione.
Buone realizzazioni a tutti!
Ferrobattuto
Ferrobattuto
Re: E adesso si parte
Aggionamento dello schema del mio impianto aggiornato al 2022
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 97 ospiti