accumulatori stazionari per impianto FV a isola

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stefano75
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accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da stefano75 » 24 giu 2020, 23:14

Ciao a tutti, entro orora nel forum chiedendo un graditissimo parere.
Ho costruito casa 8 anni fa, dove abitiamo in 4. La casa non è connessa alla rete elettrica, perchè non è fattibile, ma anche per un pizzico di sfida personale.
In estrema sintesi, ho un campo FV da 2775 kw (perfettamente orientato ma non ampliabile), un inverter SMA 5048 (220-48v), un regolatore di carica SIC-50 e un gruppo accumulatori 48v composto da 16 batterie (2x8) all'elettrolita liquido Deka Solar 8L16 6v da 370 Ah (sk allegata)
batterie Deka.pdf
(209 KiB) Scaricato 9 volte
che dopo 8 anni ora stanno stramazzando.
All'occorrenza al tutto sopperisce un generatore da 4 kw.
Il dubbio che ora mi si pone, dovendo sostituire le batterie è se riacquistare le stesse, che ho appurato essere un solido prodotto, oppure orietarmi sulle tubolari stazionarie da 2v, 24 elementi 6PzS630 da 750Ah o da 900 Ah.
Le batterie sono in un ripostiglio dedicato e ventilato, con solaio che non ha problemi a reggere qualunpue peso; come ho fatto per 8 anni, non ho problemi a controllarle, a monitorare tensioni singole e a rabboccare periodicamente l'acqua.
So che le stazionarie garantirebbero maggiori cicli e probabilmente vita più lunga ma, chi mi consiglia di continuare con le stesse, mi dice che le stazionarie hanno bisogno di cicli di carica profonda (ben più di quelle "tradizionali") che dati il mio campo FV e il mio generatore (che vorrei usare solo in necessità) non sarebbero in grado di assicurare..... E' VERO???
Grazie mille x la vostra competenza!!!
Naturalmente sarò ben lieto di condividere con chi ne fosse interessato quanto ho potuto imparare con la mia esperienza off-grid.

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Alain
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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da Alain » 25 giu 2020, 22:55

Beh, immagino che 2775 kW sia un refuso e che in realtà si tratti di 2775 Watt di picco :P .
Detto questo credo che il raddoppio dell'accumulo, restando sempre su tecnologia Pb-acido, potrebbe costringerti ad incrementare l'uso del motogeneratore in inverno perchè raddoppiano anche le perdite di conversione e resta comunque l'esigenza di non procastinare per troppi giorni una ricarica completa.
E' un argomento sicuramente complesso e va analizzato con cura, per questo attendiamo cosa ne pensano i più esperti.

Nel frattempo ti rammento che i mod gradiscono che i nuovi iscritti facciano un giro di presentazione nell'apposita sezione ;)

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stefano75
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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da stefano75 » 26 giu 2020, 0:19

Esatto Alain, sono 2775Wp.
Ma non prevedo il raddoppio; o la sostituzione con un campo con le identiche batterie, o l'alternativa delle 24 da 2v tubolari.

Mi scuso per non essermi presentato prima, l'ho fatto ora nella sezione di benvenuto.
Ciao e grazie a tutti

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Ferrobattuto
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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da Ferrobattuto » 26 giu 2020, 13:44

Purtroppo, come dice anche Alain, con 2775W di pannelli aumentare troppo il banco di accumulo significherebbe non poterlo mai ricaricare a fondo, col rischio di solfatazione.
Ma d'altra parte molto dipende anche dai consumi casalinghi..... Immagino che per poter vivere stand alone con un fotovoltaico come il tuo i consumi elettrici siano ridotti veramente al minimo, altrimenti le batterie sarebbero "defunte" molto tempo prima.
Otto anni comunque per delle piastre piane sono già un buon record, anche se delle tubolari sarebbero state una scelta migliore, pur con una spesa maggiore.
Non mi risulta che le tubolari per uso stazionario abbiamo bisogno di cariche "più profonde" di quella a piastra piana come le tue. In realtà trattandosi della stessa tecnologia, ossia piombo-acido libero, entrambe hanno bisogno di essere ricaricate completamente dopo ogni scarica, e non lasciate mai scariche o mezze scariche per molto tempo. Semmai la differenza stà nel sopportare la corrente di scarica, che nelle tubolari è leggermente minore che per le piastre piane. Ma trattandosi di un sistema di accumulo di circa ai 700Ah, anche scariche intorno ai 70A sono sopportabilissime. Personalmente opterei per le stazionarie tubolari in elementi da 2V, ma ovviamente la spesa sarebbe maggiore.
Sicuro che non hai possibilità di ampliare il numero dei pannelli? Non so com'è strutturato il tuo impianto, ma comunque se sono montati sul tetto puoi metterne anche altri a terra, in giardino o sulla tettoia di un garage o di un portico. Se la casa è a più piani se ne possono mettere anche verticali su una facciata esposta a sud.
A meno che l'impedimento non sia di origine logistica ma di altra natura.
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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da Alain » 27 giu 2020, 18:00

stefano75 ha scritto:
26 giu 2020, 0:19
Ma non prevedo il raddoppio; o la sostituzione con un campo con le identiche batterie, o l'alternativa delle 24 da 2v tubolari.
Pardon, ultimamente perdo parecchi colpi: ho dovuto rileggere per capire che hai un parallelo di 2 banchi da 48V :rolleyes:

In alternativa alle stazionarie potresti valutare anche le tubolari da trazione pesante (carrello elevatore), tecnicamente assai simili ma di solito a prezzi più accessibili; di contro hanno il fastidioso inconveniente di avere l'involucro NON trasparente, che ne rende un po meno immediata la manutenzione.

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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da stefano75 » 28 giu 2020, 1:36

Grazie ragazzi, e scusatemi se non ho modo di rispondere con sollecitudine.
I chiarimenti di ferrobattuto sulle due tipologie sono proprio ciò che mi serviva.

Per quanto riguarda i prezzi posso dire che quasi si equivalgono; penso perchè le Deka che ho già (quindi mi confermi che sono del tipo a piastra piana???) siano di fascia e di qualità alta, almeno penso :huh: :huh: :huh: .

Per quanto riguarda i consumi penso siano nella media di una famiglia di 4 persone, senza piastra a induzione, o di poco inferiori.
Sommariamente vi posso dire:
Il campo monocristallini da 2775 wp ha un'inclinazione accentuata (36° ovvero 75%) per lavorare meglio d'inverno quando il sole è più basso; inoltre sono a 900 m slm, d'inverno non c'è l'umidità che c'è in pianura e non ci sono giornate nebbiose.
Per 7 anni nel periodo tra fine maggio e fine ottobre non ho mai avuto bisogno del generatore con questi consumi: lavastoviglie in media un giorno si e uno no (in funzione del sole), lavatrici anche più al giorno; asciugacapelli, aspirapolvere, computer e ogni altro utilizzo comune senza ritegno, il tutto con normali elettrodomestici 220v; l'unico contenimento sta nell'illuminazione che è tutta a led, ma quella incide in piccola parte.
L'ultimo anno, con assenza prolungata di sole, ho dovuto far intervenire il generatore qualche volta in primavera e in autunno.
D'inverno il discorso è diverso:
Lavastoviglie quasi mai, i piatti si lavano a mano; lavatrice in base al soc, in media uno ogni 2 giorni; per il resto tutto uguale.
Con questi utlizzi, in inverno, le batterie da nuove avevano un'autonomia di 4-5 giorni in assenza di sole (poi generatore; mi pare che il primo inverno ho ricaricato a pieno le batterie 5-6 volte); anno dopo anno questa autonomia si è sempre accorciata fino all'ultimo inverno quando reggevano un giorno senza sole ma il secondo serviva il generatore.
Sulla base di questa esperienza mi ritengo soddifatto di come è andata.
Aggiungerei che le batterie sono state in un sottotetto ventilato, non riscaldato (anzi freddino), dentro un cassone di polistirene (chiuso malamente solo d'inverno). Per le prossime vorrei rifare bene l'involucro del cassone, mettere una ventilazione meccanica e la possibilità di un lieve riscaldamento del solo cassone, sotto termostato, magari con una piccola piastra a infrarossi... ma è ancora solo un'idea.

Mi sono dilungato forse troppo ma volevo dare un'idea più chiara di come hanno lavorato gli accumulatori.

Per le possibili nuove tubolari mi hanno proposto 24 6PZS636 da 750 Ah/20h, oppure 24 ZPZS735 da 1000 Ah/20h, ma con queste ultime aumenterei un pò la capacità del banco e non so se sia saggio.
Daltro canto ho la certezza dell'esperienza fatta in 8 anni con le 16 da 6v, che mi avete confermato essere positiva...

CAPITE CHE HO BUONI MOTIVI PER ESSERE MOLTO INDECISO :wacko: :wacko: :wacko: :wacko: :wacko: !!!!

Non mi resta che affidarmi ai vostri buoni e illuminanti consigli....

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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da stefano75 » 28 giu 2020, 9:13

Ecco i soggetti:
batterie.JPG
batterie da sostituire
batterie.JPG (112.98 KiB) Visto 159 volte

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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da Ferrobattuto » 28 giu 2020, 16:12

Se ho ben capito i modelli di accumulatori che ti hanno proposto sono entrambi da trazione per muletti.
Nonostante siano di ottimo impiego anche per stazionario hanno però alcune differenze con quelli per uso strettamente stazionario.
Hanno il contenitore opaco (ma mi sembra che lo avessero anche quelle che hai) per cui è difficile vedere il livello. Informati se sono in un cassome monoblocco metallico oppure sfusi e da assemblare, meglio se sono sfusi, il cassone pesa tutto nello stesso punto del solaio, di cui devi considerare la resistenza.
Per il resto vanno benissimo, specie se nuove. Pesano un pochino meno e sono meno voluminose delle stazionarie singole. Credo che costino anche meno......
Passare da 740Ah a 1000Ah è un incremento del 25% circa, immagino che potresti tentare tranquillamente. Se dici che normalmente per circa 6 mesi l'anno sei indipendente, tutto sommato hai abbastanza energia per gli usi casalinghi. Più o meno sto nelle stesse condizioni, anche se io ho qualche pannello in più (3600W), che non guasterebbe neanche a te, e più o meno la stessa quantità di accumulo. Con la differenza però che noi siamo due famiglie connesse allo stesso impianto. Insomma, come ho specificato all'inizio, tutto dipende dai consumi, che chiaramente dipendono dalle abitudini e dall'oculatezza degli utenti.
D'altra parte aumentando la capacità se ne diminuisce il ciclaggio, ossia la percentuale giornaliera di scarica, e se ne aumenta la durata di vita. Scariche giornaliere del 25-30% sono sopportabilissime, di più ne accelera l'invecchiamento. L'importante è fare in modo che se non tutti i giorni almeno 2 o 3 volte a settimana il banco possa raggiungere la tensione di 60V a fine ricarica.
Se invece di stare in un solaio le batterie stessero in una cantina sarebbe molto molto meglio, anche dovendo allungare i cavi e metterne di maggiore sezione (spesa che si fa una volta sola). Mentre aggiungere circuiti di riscaldamento termostati e quant'altro significa aumentare i consumi, e con la massa del banco da riscaldare non sarebbero neanche pochi. Ciò che fa male alle batterie sono gli sbalzi di temperatura, per il resto se lavorano costantemente a temperature più o meno sopportabili non necessitano di accorgimenti particolari.
Dilungarsi nelle descrizioni non è un difetto, soprattutto se serve a spiegare i particolari e chiarire le idee.
Se potessi mettere una foto del tuo banco di pannelli e descriverci un po' il come sei messo li intorno te ne sarei molto grato.
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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da stefano75 » 30 giu 2020, 11:44

Questa è una foto non recente ma aiuta a capire:
sud ovest.JPG
sud ovest
sud ovest.JPG (184.07 KiB) Visto 96 volte
il campo FV è dimensionato per coprire il portico, nel sottotetto del quale stanno le batterie (purtroppo non ho cantina, so che sarebbe meglio), il manto di copertura del tetto è in pietra, è ben visibile e preferisco non piazzarci sopra qualche modulo integrativo.
La posizione delle batterie e le dimensioni del FV non ritengo di volerli o poterli variare.
Apro e chiudo una parentesi sul FV, visto che è materia preponderante del sito, senza assolutamente voler apparire dottrinale o saccente, ma solo per condividere una mia riflessione molto generale.
Sono certo che deve essere promossa ovunque la più ampia installazione di FV, molto più di quanto si faccia già, ma sono convinto che si deve imparare a progettarne anche l’inserimento, per lo meno nei nuovi interventi, e non piazzandolo dopo sulla copertura dove ci sta; questo nel tempo porterà sicuramente ad un maggiore e migliore utilizzo. Naturalmente questo in via generale, da soppesare poi con tutte le altre necessità e condizioni specifiche.

Per quel che è stata la mia esperienza posso raccontare gli errori iniziali, magari sono info che potrebbero essere utili a qualcuno:
L'impianto era nato con un inverter SMA SI3324 e un regolatore STECA, le 16 batterie da 6v erano messe in 4 serie per il 24v.
Poi però mi ero reso conto che spesso il SOC calcolato dall'inverter non era corretto e avevamo capito che accadeva perché l'inverter non poteva dialogare con il regolatore (per farla breve).
A distanza di 8 mesi (2013) ho modificato l'impianto sostituendo l'inverter con uno a 48v che poteva comunicare con un nuovo regolatore SMA; le serie del banco batterie sono state variate da 24 a 48; il campo FV è immutato, ma 7 dei 15 moduli li ho collegati ad un secondo inverter che produce direttamente la 220 (quella non utilizzata dalla rete ritorna al SI5048 che la raddrizza e la rimanda alle batterie), mentre i restanti 8 moduli vanno al regolatore che carica l’accumulo.
Questa che può sembrare una “complicanza” ed anche una lievissima perdita di rendimento, si è verificata una scelta vincente, perché differenziando si è potuta mantenere la produttività, seppur parziale, del FV in due occasioni in cui si era guastato il regolatore di carica.
Con una periodica e semplice manutenzione degli accumulatori, con il monitoraggio del SOC e la gestione del generatore (che non è automatico ma lo devo avviare manualmente) tutto è funzionato bene fino a quest’ultimo inverno, quando l’accumulo ha iniziato a dare chiari segni di fine vita.

Grazie Ferrobattuto, mi interessa tantissimo il fatto che tu abbia una situazione simile alla mia, perché finora ho fatto un po' tutto “allo sbaraglio” senza conoscere nessuna realtà con cui confrontarmi (a parte rifugi con impianti diversi e utilizzi stagionali), sapendone poco perché x lavoro faccio tutt’altro e purtroppo constatando che in giro di tecnici competenti che conoscono la materia con concretezza e non solo in via teorica ce n’è ben pochi, o non se ne trova.
Per quello che mi hai detto sui due tipi di stazionarie, ma oltre a quelle tu mi consiglieresti un modello migliore?
A parità di tipologia (6PZS636, ZPZS735 o altra) c’è variabilità di qualità tra produttori (marche) diverse?

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Re: accumulatori stazionari per impianto FV a isola

Messaggio da Ferrobattuto » 30 giu 2020, 13:47

Per quel che riguarda le batterie da muletto non so darti consigli precisi, so che comunque una delle migliori marche di accumulatori in generale è la FIAMM, e credo che ne facciano anche di quel tipo.
Per le tubolari stazionarie stessa marca, ma anche le Troyan sono di ottima qualità, come ne ha dimostrato l'uso negli anni Dolomitico. Hal9000 ad esempio nel suo Offgrid n°2 dovrebbe avere delle NBA, che si sono dimostrate discrete nei dieci anni di uso che ne ha fatto lui.
Puoi mandargli una mail e chiedergli spiegazioni, come anche puoi spedirne una ad Eneo, anche lui con lunga esperienza di offgrid. Di solito sia l'uno che l'altro sono abbastanza impegnati e nel forum si vedono poco. Trattandosi di accumulatori destinati a durare molti anni e a volte decenni, non è impossibile incorrere in qualche cedimento o in qualche sostituzione, che a volte risultano difficili anche se in garanzia. Modelli e sistemi si evolvono in fretta..... Per cui a meno di trovarsi in una situazione di tipo "industriale" per cui non si bada a spese, per noi piccoli privati le cose sono un po' più complicate.

Per "situazione simile alla tua" intendevo capacità in Ah e quantità di pannelli, grossolanamente simile.
Solo che io stò usando materiale "rimediato" usato, per cui batterie (FIAMM) molto datate e parco pannelli abbastanza datato, usato. Anche inverter e regolatore sono di seconda mano, presi però in ottimo stato da persona fidata, come d'altra parte anche il resto.

Se ho ben capito la foto è presa sullo spigolo sud-ovest della casa, per cui i pannelli sono orientati a sud, e l'inclinazione è ottima. Non vedo bene se anche la tettoia sulle finestre ad ovest è composta da pannelli fotovoltaici, spero di si, e comunque sarebbero ben messi per catturare l'ultima luce pomeridiana.
Per aver fatto "tutto allo sbaraglio" direi che tutto sommato non sei andato affatto male. :D

Concordo con te che le case andrebbero progettate in vista (e con l'obbligo) del fotovoltaico, che sia connesso alla rete oppure no, e del termosolare, che ha rendimenti migliori e consente risparmi energetici non indifferenti. Ma qui non siamo in America, dove le case sono fatte per durare una generazione, qui le case vengono costruite anche "per i posteri" e durano diverse generazioni (la mia ha tre secoli.....), per cui su questo argomento "l'inerzia sociale" è molto elevata.

I "tecnici"..... Sono quasi sempre anche dei rivenditori. Più che l'efficienza e la funzionalità spesso guardano al guadagno. A volte si fissano su determinate specifiche a scapito della "flessibilità" necessaria a seconda dei casi. Poi in molti casi sono gli stessi clienti a pretendere "il più nuovo & il non plus ultra", che non sempre corrispondono alla migliore delle soluzioni. Oltretutto l'argomento del solare è abbastanza nuovo, e discretamente accessibile a tutti solo da pochi anni (all'inizio degli '80 un pannello da 100W costava 1.200.000£.....).
Fortunatamente ci sono (e sono sempre di più) singoli che riescono a far funzionare la propria testa e rimboccarsi le maniche. ;)
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