Batteria plantè

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Batteria plantè

Messaggio da etnaest1 » 18 giu 2021, 21:54

Buonasera a tutti, volevo chiedere se c’è qualcuno su questo forum che ha costruito le celle plantè da 2 volt 100 ampere.
Un grazie a chi risponde.

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Re: Batteria plantè

Messaggio da etnaest1 » 19 giu 2021, 10:41

Questa e la base di partenza per come sto procedendo .Sono 5 piastre negativi e 4 piastre positivi da cm22xcm24 spessore da 2,5 ml di piombo puro.
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Re: Batteria plantè

Messaggio da Ferrobattuto » 19 giu 2021, 13:23

È un buon inizio. Anche se non credo che ti riuscirà di ottenere 100Ah da così poche piastre.
Non so se hai letto in altre parti del forum che per "formare" il materiale attivo sulle superfici delle piastre occorre fare un certo numero di inversioni di carica, ossia prima caricare in un verso, poi scaricare fino a zero (ma non mettendo in corto) e dopo ricaricare al contrario. Questo per una ventina di volte, in modo che si formi una sorta di "spugna" di materiale attivo sulle superfici, cosa che si verifica solo sulle piastre positive.
Ti servirà un caricabatterie o un alimentatore con controllo della corrente, oltre che della tensione, e portare la tensione dell'elemento a 2,7V a fine carica, ma con corrente bassa, pena lo sbriciolamento del materiale dalle superfici delle piastre.
Comunque prosegui pure, in caso se ne riparlerà.
Penso che uno dei problemi maggiori per autocostruirsi delle planté sia trovare il contenitore adatto, a meno di averne già a portata di mano.
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Re: Batteria plantè

Messaggio da etnaest1 » 19 giu 2021, 14:43

Ciao Ferrobattuto ben risentito dopo tanto tempo. Per come hai citato già fatto la scheda in grado di gestire sia la ricarica a 400 milliampere e sia l'auto scarica quando la tensione arriva a 2,6 volt. In effetti la procedura e lunga per formare la cella, e in verità leggendo da varie forum nessuno spiega con precisione il suo processo ,solo teorico e poco pratica per cui vado a occhi ciechi. Difatti nessuno dice che corrente bisogna dare alla prima carica ,e come aumentare la corrente dopo diversi cicli. Per i contenitore già me li sono procurati e sono quelli che vedi nella foto, tutti in pvc tipo pesante (robusti). Per la capacità in effetti quella messa in foto Sara intorno a 40 ampere e non oltre.

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Re: Batteria plantè

Messaggio da Ferrobattuto » 20 giu 2021, 11:01

Durante i primi cicli la tensione aumenterà molto velocemente, in quanto lo spessore di materiale attivo che si forma sulle piastre all'inizio è veramente sottile. Poi con i cicli successivi il tempo di salita aumenterà man mano con l'aumento dello spessore. In pratica le piastre si inspessiscono durante la formazione. Vedrai che ad un certo punto, dopo la ventina di cicli fatidici, la capacità non aumenterà più, o quantomeno lo farà di pochissimo. Poi devi mettere in conto che arrivati ad una certa "profondità" nel metallo, una parte del materiale attivo superficiale comincerà a sfaldarsi e da quel momento in poi comincerà l'invecchiamento della cella.
In teoria le Planté non dovrebbero avere separatori su tutta la superficie delle piastre, ma solo distanziatori sui bordi verticali per tenerle parallele. Questo proprio per evitare accumuli di materiale per sfaldamento che potrebbero mettere in corto le piastre tra di loro.
In realtà la capacità finale di un elemento così costruito può essere stimata solo in modo approssimativo. In pratica dipende più che altro dalla superficie affacciata tra le piastre, mentre lo spessore ed il peso del piombo influiscono sulla durata.
In pratica il procedimento di formazione è abbastanza semplice e intuitivo: durante la carica sulla piastra positiva si forma biossido di piombo, mentre sulla negativa dovrebbe formarsi "piombo spugnoso", che però per il solo effetto dell'idrogeno che si sviluppa in realtà non si forma. Durante la scarica sulla negativa si forma solfato di piombo, e la positiva "perde ossigeno" tentando di ritornare piombo metallico. Durante la normale vita di un elemento questo non arriva a succedere mai (non deve succedere), ma durante le inversioni di formazione necessita di farlo succedere, perché l'ossido si riconverte proprio in quel metallo spugnoso che necessita sulle negative. Per questo si fanno successive inversioni in modo che si formi la "spugna" (microfori) su quella che alla fine diventerà la piastra negativa. Dopo di che i cicli saranno normali: biossido di piombo sulle positive e piombo spugnoso sulle negative a fine carica. Meno biossido sulle positive e solfato di piombo sulle negative a fine scarica. Mai scendere sotto a 1,8V a fine scarica, 2,5V circa a fine carica completa.
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Re: Batteria plantè

Messaggio da etnaest1 » 20 giu 2021, 17:52

Difatti e quello che mi e successo con una cella, dopo tanti cicli alla fine durante la carica arrivava subito a 2,6 volt e in fase di scarica si scaricava subito. In pratica la procedura che sto adottando io e questa. Carica cella a 400 milliampere con una tensione di carica da 2 volt che sale piano piano in un tempo di 12 ore circa a 2,6 volt e dopo passa in scarica. La scarica della cella la faccio arrivare a 0,5 volt ,quando la tensione arriva a 0,5 volt ritorna in carica sempre con una corrente di 400 milliampere. La procedura di formazione che ho fatto e questa si parte da una cella appena assemblata e messa in carica per la prima volta. Prima carica con acido solforico a 10% ,tensione di carica regolata a 2,6 volt per fine carica con una corrente di carica sempre da 400 milliampere per una durata di circa 24 ore, quando la tensione arriva a 2,6 volt si passa a scarica completa ,cioè 0 volt. Fatto ciò inversione di polarità per altri 24 ore sempre con la stessa corrente. Quando arriva a 2,6 volt si passa in scarica per 2 ore circa. Invertire i fili e ricaricare con procedura normale. A questo punto la tensione per arrivare a 2 volt ci impiega quasi 3 ore ,in pratica parte da 0 volt e dopo 3 ore arriva piano piano a 2 volt e per arrivare a 2,6 volt ci impiega altri 15 ore circa, dipende anche da quando piastre ci sono nella cella. A questo punto faccio sempre i cicli di carica e quando la tensione arriva a 2,6 volt in automatico va in scarica ,e quando la tensione arriva a 0,5 volt ritorna in carica tutto questo fino a quando la cella si blocca. Dopo a scarica avvenuta faccio inversione di polarità per altri 24 ore, e in automatico va in scarica .Fatto ciò inverto la polarità e ritorno con i cicli per altra settimana e cosi via. Morale della favola quando va in scarica con un carico da 450 milliampere la tensione si abbassa di parecchio, da 2,6 va intorno a 2 volt e se pure caso aggiungo un altro carico da 450 milliampere a coppia con quello di prima la tensione scende a 1,7 volt, ciò significa che non acquista potenza. Difatti penso che non sono sulla strada giusta.

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