Cannello ossidrogeno

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Deleted User 22520

Cannello ossidrogeno

Messaggio da Deleted User 22520 » 18 mag 2023, 15:40

Salve, vi mostro un prototipo di elettrolizzatore che utilizzo per alimentare un piccolissimo cannello (se così si può definire :-D)
Come si può vedere dalle foto, ho ricavato una serie di dischi da una lamiera inox. Ciascuna munita di due fori: uno piccolo ed uno un po' più grande. Le due barre che li alimentano, hanno ad elementi alterni, un pezzetto di tubo rilsan come isolante, ed uno come distanziale.
Il fissaggio dei dischi sulle barre è ottenuto per cianfrinatura.
Il tutto viene immerso nell'acqua a tenuta stagna come si vede dal tipo di contenitore.
La bottiglietta ha nel tubo di carico una pietra per acquari (quelle da ossigenatori per intenderci). Proseguendo verso l'uscita, dentro al tubino di ottone del manico, quello che regge l'ago in veste d'ugello, c'è della semplice lana di vetro compressa come ulteriore sicurezza per evitare ritorni di fiamma.

L'alimentazione: in foto c'è un alimentatore da pc. Con quello, con 12V, serve additivare l'acqua con sali per avere una potenza di almeno 200-250W necessari per una piccola fiamma.
Con un trasformatore esterno, ed un ponte di diodi, alimentando sui 24V basta la semplice acqua del rubinetto, ma la potenza utile dipende tutto dalla durezza e dal tipo di sali che contiene l'acqua della rete nella vostra zona.

A conti fatti preferisco la seconda soluzione, perché con la prima, la produzione di ossigeno+idrogeno produce contemporaneamente dei fiocchi giallastri che ne peggiorano man mano l'efficienza. Cosa siano sinceramente non lo so, ma in ogni caso ho visto che al termine è bene gettare tutto e risciacquare per bene.

Attrezzo che utilizzo sostanzialmente per saldare le termocoppie rame costantana, e per ripulire le candele dei motori.

Aumentando la potenza di pilotaggio fin verso gli 800W si ha un cannello vero e proprio in grado di tagliare lamiere di discreto spessore, ma il surriscaldamento dell'elettrolita costringe a spegnere il tutto dopo pochi minuti. Pena la rottura del vaso o l'ebollizione dell'acqua!

Attenzione, sembra innocuo, ma una bolla di sapone gonfiata alla misura di una pallina da tennis, se incendiata, fa un botto che vi fischiano le orecchie per 5 minuti. Con questo non mi ritengo responsabile di niente verso chi intenda replicare l'accrocchio!
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Re: Cannello ossidrogeno

Messaggio da Ferrobattuto » 19 mag 2023, 18:28

Grazie delle spiegazioni e delle precisazioni sulla pericolosità.
Ottima l'idea del filtrino antiritorno di fiamma.
Di progetti come questo su YouTube se ne trovano diversi, anche di diverse potenze.
Potendo dividere i due gas e riunirli solo nel cannello si potrebbe usare un normale cannello per saldatura ossiacetilenica, ma ovviamente servono potenze maggiori e maggior complessità del sistema.
Interessante ciò che dici delle saldature di termocoppie, potresti parlarcene di più per favore?
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Buone realizzazioni a tutti!
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Deleted User 22520

Re: Cannello ossidrogeno

Messaggio da Deleted User 22520 » 19 mag 2023, 20:35

Ciao Ferrobattuto, per la saldatura di termocoppie non c'è nulla di strano. Ci sono dei fili di rame e di costantana isolati a fibra di vetro (o guaina sterling) basta unirli da un lato che si forma la parte termosensibile. C'è chi li arrotola poi li pressa in un capocorda, ma in caso di temperature estreme come in certi forni, la giunzione è fonte di instabilità. La soluzione è fondere la parte arrotolata fino a creare una pallina con i due metalli. Per fare questo la fiamma dell'ossidrogeno è l'ideale.
Un es. di cavi per termocoppie https://bericacavi.com/cavi/ft2dt2h2/

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Re: Cannello ossidrogeno

Messaggio da Ferrobattuto » 20 mag 2023, 13:15

E all'altra estremità cosa ci va? Un semplice strumento o un circuito elettronico?
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Deleted User 22520

Re: Cannello ossidrogeno

Messaggio da Deleted User 22520 » 20 mag 2023, 14:49

Dipende dall'uso: semplice tester commerciale per la misurazione di alte temperature, o circuito elettronico per termostatare vari dispositivi.
Ecco per esempio un tester da pochi € che la utilizza:
IMG_20230520_144149.jpg
IMG_20230520_144149.jpg (114 KiB) Visto 4340 volte
Come ex manutentore le trovavo spesso nelle barre termosaldanti.
Mentre nel mio privato le ho utilizza modificandoli come sensori termostatici su saldatori a stagno, cuocipizza, pistole ad aria calda, ecc.
Nei termostati di base è un operazionale che rileva il differenziale della termocoppia, un potenziometro ne fissa la soglia, ed il resto fa scattare un relè. Chiaro che in questo caso è analogico, ma funziona bene.

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